LUXOVISIONI

FABIO BARISANI/LUXOVISIONI
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“L’arte elettronica -scrive Dario Giugliano-, la computer art in tutte le sue infinite forme di manifestazione ci metterebbe di fronte al paradosso di un’immagine artificiale completamente costruita, che solo a posteriori potrebbe essere messa a confronto con la realtà, da cui ovviamente mai si potrebbe dire che derivi. […] Quello che qui conta è appunto vedere ciò che egli fa e, facendolo, ci insegna – soprattutto a guardare; […] Primo, che il rapporto tra realtà e rappresentazione in generale è molto più complesso di come millenni di platonismo ci hanno insegnato a credere. Secondo, che l’arte è, da sempre (e in ogni sua forma) un processo di astrazione altrettanto complesso.” E poi ancora: “Se ci riflettiamo, infatti, possiamo facilmente constatare che l’arte, come processo creativo, ci mostra come ciò che noi siamo portati a considerare come il reale, nella sua concreata fatticità, altro non è che l’insieme delle possibili letture che ne possiamo dare (come diceva Goethe, se si smarrissero le opinioni perderemmo pure i fatti).”

Le immagini che compongono la mostra, nella loro totale autonomia, sono sia generatrici che risultanti del più articolato lavoro compositivo che Fabio Barisani opera nell’ambito della motion graphic. In particolare, esse vanno ascritte al periodo intercorrente tra il 2009 e il 2013, periodo in cui, con la collaborazione del musicista e compositore Luca Spagnoletti, ha dato vita ad una serie di opere audiovisive visibili integralmente in quest’occasione. Ogni audiovisivo si costituisce in un’animazione astratta: la parte musicale è costantemente frutto di elaborazioni digitali, mentre quella video è organizzata nell’uso misto tra videoripresa, fotografia e costruzioni completamente sintetiche. Le immaginazioni compositive, nei due linguaggi, restano scevre da intenti sussidiari o di complemento, compiendosi in obiettivi semantici comuni, senza alcun accordo tematico, generando tuttavia prodotti indissolubilmente integrati; il metodo di lavoro perseguito è stato quello di costruire e visualizzare nei fatti l’immaginario indotto ed evocato dalle composizioni musicali appositamente create da Spagnoletti, mai viceversa.

Dario Giugliano conclude: “L’arte, ci insegna Fabio Barisani, è sempre arte astratta”.

 

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El niño 5424 - 2009 Metadrone 190 - 2010 Nuraxi 113 - 2009

 

Fabio BARISANI
Nasce a Napoli ed ivi risiede e lavora.
Consegue la maturità d’arte applicata in Arti della Stampa presso Istituto Statale d’Arte F. Palizzi di Napoli, poi il diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e il Master Universitario in “Digital writing-Scrivere con i nuovi media”, presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze.

Ha svolto, dal 1979, attività professionale di visual designer e fotografo, collaborando come freelance con vari studi d’architettura e di grafica per la comunicazione, partecipando a vari progetti in concorsi nazionali, internazionali e con numerose pubblicazioni all’attivo.

Dal 1990 svolge attività d’insegnamento, dapprima all’Accademia di Belle Arti di Sassari, poi, in anni più recenti, nelle Accademie di Belle Arti di Roma, Firenze e Napoli; in quest’ultima, è tuttora docente titolare per le discipline di Tecniche e Tecnologie della Grafica e di Fenomenologia del Corpo. Dal 1992 al 2008 è stato anche docente di Arti della Tipografia e della Grafica Pubblicitaria presso le sezioni di Grafica Pubblicitaria e Fotografia degli Istituti Statali d’Arte.

Dopo le esperienze in ambito pittorico, incisorio e di fotografia creativa, dal 2003 concentra la ricerca artistica nell’indagare le relazioni suono/immagine attraverso varie modalità di sperimentazione audiovisiva, da solo o in associazione con musicisti compositori, in progetti creativi integrati ma sempre come unico autore della componente visuale.

Con detta ultima produzione ha partecipato a vari progetti ed eventi in Italia e all’estero, tra i più recenti:

“Pixfoil Project” in “JAMMIN’14 – Rumours” – rassegna di arti elettroniche d’avanguardia”, live performance all’Auditorium del Parco della Musica, Roma,; “Luxovisioni, Pixfoil e altre storie…” mostra personale presso la Galleria movimento Aperto, Napoli; “ARTE DI SERA (N°49) – Un artista, una città”, Fondazione Filiberto Menna, Salerno; proiezione in anteprima del video-documentario di cui è autore “L’arte, un viaggio infinito verso l’ignoto alla scoperta del futuro”;

“Time in Jazz / PAV(Progetto Arti Visive-Open Show)”, intervento colettivo su territorio di Berchidda (SS); “AVFlying Project”, live performance a Kantine/BerghainBerlino.