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Mostra d’arte di Arianna Bonamore – Dialoghi tra sogno e materia

Mostra d’arte di Arianna Bonamore.

Che i trucioli di legno, lunghi e stretti, tenuti insieme da un collante in modalità casuale potessero contenere indizi sulla imprevedibilità della vita contemporanea, è nelle corde acute della creatività eterogenea e autentica di Arianna Bonamore.

OSB, Oriented Strand Board è il materiale spurio eppure costitutivo dei suoi lavori, avanzi di legno grezzo detti strand, il cui assemblaggio determina percorsi, sagome e motivi formali che l’artista può scegliere se assecondare, accentuandone l’orientamento con un accelerazione cromatica o ignorare, lasciando prevalere la natura scarna e originaria. L’alternanza dell’intervento generativo dell’artista o la sua astensione, unita al tessuto originario del materiale, disegna trame di grande impatto estetico; la materia condiziona l’artista e l’orienta, allo stesso modo in cui l’artista imprime un flusso, un indirizzo, con la sua inappuntabile gestualità.

Non è un caso che una pittrice così sensibile e ricettiva ai temi sociali, alle sfaccettature psicologiche e umane, abituata a manipolare i simboli e le metafore, come la Bonamore, decida di intervenire criticamente su questo materiale che tanto le ricorda la vita contemporanea e di imprimervi le sue allegorie, i suoi crei. È un’ intromissione sulla trama primigenia del materiale, certo, ma è soprattutto un intervento sulle molteplici vite con le sue fortune e le svolte inaspettate, sulle continue fratture che alimentano speranze e creano delusioni. Quelle fratture e ricomposizioni del sé che generano il carattere e lo avviano in un percorso che può essere destinato o tutto scelta pura. Proprio come predestinata sembra la cifra formale della Bonamore, che appare obbligata a seguire moduli espressivi già dati, in quanto intrinseci alla materia usata e dunque imposti da terzi. Anche nel già dato, però, può risiedere una scelta o una possibilità espressiva e quindi estetica. La Bonamore, senza esitazione, la asseconda.

Loredana Finicelli

Arianna Bonamore nasce a Roma nel 1977 dove vive e lavora. Le opere di Arianna Bonamore si dichiarano attraverso una manipolazione di simboli e metafore rinvenuti da un materiale, l’O.S.B. , la cui formazione è del tutto casuale. L’artista asseconda, traduce, sfrutta, attraverso l’uso del colore e del segno, la trama convulsa ed involontaria della materia stessa, riportandola ad una lettura riconoscibile.

Il gioco degli opposti e la fusione degli stessi, è tematica ricorrente sia come scelta stilistica che come contenuto.

Dal 2011 al 2013 fa parte della redazione di ARIA rivista d’artisti, e nel 2014 è cofondatrice con P. Assenza, N. Rotiroti e G. Serafini di Spazio Y.
Tra le sue esposizioni ricordiamo: COMPLEMENTARI (TRA le VOLTE a cura di M.Becchis), TRY (Trebisonda-Perugia), MUSH UP meet architects in Selinunte (Castelvetrano a cura dell’AIAC), ONDA D’URTO (Linea 0-Performance art festival a cura di Beat 72), GRADUS (Interno 14 a cura di P. Aita), INSIEME (Città dell’Arte Fondazione Pistoletto a cura di G. De Finis), PORTAFORTUNA (Spazio Y), HOME SWEET HOME (Maam a cura di G De Finis), ARTE DI FACCIATA (Teatro Comunale di Corano a cura di O. Liuzzi) LIMO (Residenza d’Artista Gola del Furlo a cura di A. Devecchi), IN VIAGGIO CON CALVINO (Casa dell’Architettura a cura di L. Mazzullo e A. Melpignano), GINKGO (70° anniversario della Restistenza a cura di V. Fiore), INTERSTIZI (Dipartimento Scienze della Formazione Università Roma Tre a cura di P. Aita e M. Gammaitoni), VENTINOVEGIORNI (Spazio Menexa a cura di P. Aita), TUFFO- C’era una volta una volta sola (Torre Angioina-Formia a cura di Aria rivista d’artisti), VIVA NELL’OPERA (Castello Morra- Valsinni), O.S.B Ossessione Segnica Bidimensionale (Galleria Minima Arte Contemporanea a cura di M.Tosto), ISABELLA MORRA (Ambasciata Americana Roma cura di M. Terry), MARCHI EAC D’ARTISTI (Camponeschi a cura di A. Bonito Oliva e U. Scrocca).